È solo la fine del mondo, film, trama e recensione

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È solo la fine del mondo. Questa recensione? No, il film uscito nel 2016, prodotto dal regista quasi più giovane di me: Xavier Dolan. Oggi, senza troppe pretese, vorrei parlarvi di questo film che ci ha convinti e spiazzati allo stesso momento.

Vi sarà una prima parte in cui eviterò spoiler, in cui cercherò di convincere il lettore a dare un’occhiata a questo film, mentre nella seconda parte azzarderò una recensione, spiegando cosa mi ha colpito e cosa meno, sperando di instaurare un dialogo con voi (grazie ai commenti!). Una specie di “dopo cinema” o “club del cinema” virtuale.

Riassunto senza spoiler de “È solo la fine del mondo”

La trama di questo film è molto stringata. Davvero semplice e lineare, tanto che si potrebbe riassumere benissimo in meno di 3 righe.

Il protagonista, un giovane di nome Louis, decide di tornare a casa per rivedere la sua famiglia dopo 12 anni. Ad attenderlo vi sono la mamma Martine, la sorella Suzanne e il fratello maggiore Antoine (con la consorte Catherine).

Contrariamente a quanto ben spiegato nella maggiorparte degli altri siti in cui è possibile leggere una trama approfondita, non vi dico altro per non rovinarvi il film. Sarò un purista, ma questo è quello che ho deciso, quindi ‘ve tocca!

Ecco il trailer!

È solo la fine del mondo: recensione con spoiler!

Eccoci a quello che io vorrei chiamare “after film”.

Un buon ritmo narrativo

Una tra le cose che mi ha colpito di più è la tridimensionalità che è stata resa ai personaggi. Ognuno di loro, per quanto fortemente caratterizzato fosse, aveva un background davvero non comune e interessante.
Il regista è stato molto abile a dipingere con le tempistiche giuste questi aspetti, bilanciandolo i flashback e i pensieri di ogni membro della famiglia con la storia principale.

L’intera storia è raccontata senza troppi salti temporali e in alcuni momenti si ha quasi l’idea che il tempo di narrazione sia anche più lento di quello di visione, evitando però che sia eccessivamente pesante: non ci sono scene “inutili”, ma anzi tante scene sono parzialmente rappresentate, lasciando allo spettatore l’azione di completarle.

Un cast carismatico

Uno dei momenti più tesi del film “è solo la fine del mondo”. Il protagonista cerca il momento giusto per dire realmente perché è venuto a trovarli, ma non ci riuscirà.

Conoscevo solo parzialmetne il cast di questo film, ma devo dire che guardare “è solo la fine del mondo” mi ha davvero fatto comprendere che un attore bravo, carismatico ed espressivo può fare molto più che la differenza.
In un film come questo è vitale che tutto il cast non sia manchevole sotto questi punti di vista.

Dimenticate i “bello, peccato per XY che non ha versato una lacrima” o i film dove i protagonisti palestrati di turno saltano da edifici in fiamme poco prima che esplodano (gli edifici, non i muscoli degli interpreti). In questo film ci sono solo Attori con la “A” maiuscola!

Tra tutti Vincent Cassel e Gaspard Ulliell direi che sono stati i miei preferiti!

Conclusioni

Per chi ama “gustarsi” ogni scena, persino la più piccola, che è attento ai dettagli e vuole vedere un film dal contenuto quasi banale, ma che banale non è, “é solo la fine del mondo” è un film che lo conquisterà.

Lo avete visto? Ne volete parlare con noi? Facciamolo nel forum!

 

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