HomeWeb & BusinessL'unica regola è che non ci sono regole - La cultura Netflix

L’unica regola è che non ci sono regole – La cultura Netflix

Ma ora Netflix vende anche libri?! Ma va! Questa è l'equivalente della sua biografia!

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L’unica regola è che non ci sono regole – La cultura Netflix

Ma ora Netflix vende anche libri?! Ma va! Questa è l'equivalente della sua biografia!

Ma ora Netflix vende anche libri?! Ma va! Questa è l'equivalente della sua biografia!

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Ti piace Netflix? Allora sarai affascinato dal libro “L’unica regola è che non ci sono regole: Netflix e la cultura della reinvenzione“.

Rimarrai molto stupito delle scelte che Netflix ha fatto, come la politica sulle ferie, la semplificazione del regolamento aziendale e la gestione delle assunzioni e dei licenziamenti. Insomma, la creatività pervade Netflix e si rispecchia in ogni suo più piccolo aspetto.

L’unica regola è che non ci sono regole

Ci sono così tante cose che mi hanno stupito leggendo il libro “l’unica regola è che non ci sono regole: Netflix e la cultura della reinvenzione” che è difficile trovare un punto di partenza. Come sempre cercherò di trasmetterti la curiosità, senza dirti tutto.

Il titolo: l’essenza di Netflix

Cominciamo dal titolo. Non so te, ma a me ha ricordato subito una citazione celeberrima.

Proprio come in The Fight Club, in Netflix una tra le regole, per non dire la fondamentale, è mantenere le cose semplici.

Esser privi di fronzoli è la chiave per mantenere l’azienda snella, veloce e innovativa. E nel campo dell’intrattenimento questo è fondamentale.

Giusto per citare una declinazione di questa regola, nel capitolo dedicato alla gestione delle spese aziendali, si discute di come Reed Hastings (co fondatore di Netflix insieme a Marc Randolph) abbia cercato di adottare una politica alternativa rispetto agli standard. In pregresse esperienze lavorative aveva infatti osservato come la necessità per i dipendenti di avere l’approvazione per ogni spesa, poteva comportare perdite di tempo e quindi di soldi per l’azienda. D’altra parte senza una adeguata regolamentazione i dipendenti spesso includevano anche spese non correlate al lavoro.

Una via di mezzo poteva esser rappresentata dalla regola “usa i soldi di Netflix come fossero i tuoi“, ma ecco che presto si ebbero situazioni paradossali con manager altamente frugali viaggiare in economy, sullo stesso volo dove sottoposti con un’abitudine di spesa più elevata, volavano in business class.

La regola finale fu “agisci negli interessi di Netflix“. Se pensi che viaggiare in business sia adeguato per un manager di Netflix, per evitare un danno di immagine o ambiguità, fallo.

Le ferie? Gestite in modo analogo. I segreti aziendali? Non esistono.

Prima di tutto la densità di talento

Per molte aziende, pensare di applicare una politica come quella appena descritta significherebbe commettere un grave errore. Ma Neppure Netflix è nata così dall’inizio.

Tutto iniziò quando, con un momento di crisi, l’azienda fu costretta a licenziare molti dei suoi dipendenti. Reed Hastings, inizialmente, non riusciva ad individuare persone facilmente licenziabili. Erano tutti, in qualche modo, bravi lavoratori. Affinò quindi i criteri di selezione, differenziando tra chi era un lavoratore impeccabile e tra chi invece presentava un qualche difetto. Il giorno che fece i licenziamenti fu un giorno pesante, con porte che sbattevano e persone che piangevano. Si aspettava che i pochi rimasti provassero risentimenti, ma notò invece una cosa diversa: l’ambiente di lavoro era migliore, senza persone che si scaldavano, che perdevano tempo o che rallentavano il gruppo. Ci fu un’euforia che perdurò per molto tempo.

Quello che inconsapevolmente era successo era l’aumento della densità di talento: meno lavoratori, ma più efficienti e competenti.

Nei primi interessantissimi capitoli si approfondiscono tutti i vantaggi che ciò comporta:

  • stipendi mediamente più alti
  • clima di lavoro più innovativo
  • maggiore facilità nel coordinare il gruppo

In conclusione

Questa voleva esser una brevissima condivisione di un libro che, quasi per caso, mi ha attirato verso sé. Dannatamente attuale e innovativo, ti fa venire voglia di innovare il tuo ambiente di lavoro. Ti spinge a esser un leader migliore.

Ti apre la mente. Illuminante.

Ranieri
Ranierihttps://www.ranierisdesk.com/
Mi chiamo Ranieri Domenico Cornaggia, sono laureato in medicina e mi piace la tecnologia, il fitness e gli scacchi. Amo gli animali e le sfide!

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