Modulo Intrastat: come farlo? La mia esperienza

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Dopo aver spiegato come aprire partita iva a regime forfettario (utile per youtubers e per chi ha introiti grazie all’affiliate marketing), con questo articolo scopriamo come compilare il modulo Intrastat.

Scopriremo anche perché é così importante farlo correttamente in piena autonomia e a costo nullo.

Modulo Intrastat: FAQ

Cos’è l’Intrastat

Semplificando molto, il modulo Intrastat é un obbligo che ti permette di notificare alla Agenzia delle Entrate che hai avuto uno scambio di merci/servizi con uno stato dell’Unione Europea.

Ogni quanto bisogna farlo?

Si è quindi obbligati, a cadenza trimestrale o mensile (se il valore dei movimenti è superiore a 50000 euro), a compilare i cosiddetti “elenchi intra“, entro il 25 del mese successivo al trimestre di riferimento.

Attenzione: l’invio telematico è effettuabile solo in determinate fasce orarie. Questa cosa, per un servizio che per definizione dovrebbe essere sempre attivo, sembra troppo ridicola per essere vera, ma è così.

Come si fa il modulo intrastat?

Alla risposta di questa domanda proverò a rispondere con questo articolo. In breve dovrai:

  1. registrarti al sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ottenendo l’abilitazione del sistema telematico di comunicazione
  2. scaricare due programmi dal sito statale, con relative certificazioni
  3. compilare il modulo intrastat, firmarlo e inviarlo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Differenze con la fattura elettronica?

Sono due cose complementari, ma diverse.

La fatturazione elettronica, anch’essa obbligatoria, permette la dichiarazione dei movimenti solo se le aziende coinvolte sono all’interno dell’Italia.

Differenze con l’Esterometro?

Sono due cose molto simili che forse in futuro verranno unificate, ma che per il momento rappresentano una specie di ripetizione (la magia della burocrazia italiana).

Si parla di doppio obbligo (Intrastat e Esterometro). In questa guida, davvero ben fatta, potete comprendere meglio le differenze.

Guadagno da Amazon e/o Youtube, devo compilare il modello Intrastat?

Assolutamente si!

Google (YouTube) e Amazon hanno sede in Irlanda e Lussemburgo (chissà perché…).

Non potete usare il servizio di fatturazione elettronica, ma dovrete per forza rendicontare i movimenti attraverso la compilazione del modello Intrastat.

Questo è l’unico modo per dichiarare alla Agenzia delle Entrate le vostre entrate come youtuber o attraverso l’affiliate marketing.

Vi ricordo infatti che la regola del “sotto i 5000€ all’anno non devo dichiarare” é valida solo per le prestazioni occasionali, cosa che un banner pubblicitario h24 in un video/blog non é.

Guida alla compilazione del modulo Intrastat

1) Registrarsi al sito della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Per poter usare il servizio telematico che vi permetterà di fare i cosiddetti “elenchi intra” (cioè, nel nostro caso, dichiarare che Google o Amazon vi hanno pagato oppure che voi avete acquistato qualche cosa come ditta) dovete chiedere innanzitutto “istanza di registrazione“.

Dovrete compilare un form per poi presentarlo firmato al più vicino ufficio autorizzato.

Attenzione: l’autorizzazione che riceverete ha una validità di 24 giorni dopo i quali, se non si è fatto uso del servizio telematico, decade.

2) Scaricare i software e abilitarsi per la firma digitale

Prima di scaricare i due programmi vi occorrerà abilitare il vostro account alla firma digitale.

Questo passaggio é cruciale affinché il programma che scaricherete in seguito (desktopDogane) possa generare un certificato di firma valido.

2.1) Il software desktopDogane per generare i certificati

Potete scaricarlo direttamente dal sito della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella sezione “software”.

Avrete bisogno di generare due certificati:

  • Un certificato di firma
  • Un certificato di autenticazione

Una volta ottenuti potete pure procedere con il secondo programma.

2.2) Il software [email protected] per generare e firmare il modulo Intrastat

Download e installazione

  1. Scarica il software [email protected]
  2. avvia il programma in modalità amministratore (windows) o con modalità analoga per MacOS/linux. Questo garantirà i permessi in scrittura al setup, evitando errori
  3. termina l’installazione cliccando su “eseguito”.

Creare un nuovo obbligatario

  1. Dal menu, seleziona “nuovo obbligato”
  2. inserite i tuoi dati, avendo cura di inserire correttamente anche il PIN di attivazione a 4 cifre. Se sbaglierete vi verrà restituito un errore nella fase di invio.

Creare un nuovo elenco

  1. Clicca su “nuovo elenco” e recati nella sezione dell’elenco intra corretta, cioè la 3 (modello INTRA 1, sezione 3), relativa ai servizi resi registrati nel periodo
  2. nel dettaglio dovrete indicare:
    • la p. iva del partner (per es.: Amazon: LU26375245, Google IE6388047V)
    • l’ammontare della operazione
    • il paese dal quale è stato effettuato il pagamento
    • il codice servizio: consultabile scaricando la tabella fornita dalla agenzia delle dogane. Nel nostro caso il codice 631130 “spazi pubblicitari in internet” andà bene.

Attenzione perché ve ne sono 4, tutte un preciso significato:

  1. Modello INTRA-1, relativo al frontespizio dell’elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni e dei servizi resi registrati nel periodo;
  2. Modello INTRA-1, sezione 1 – relativo alle cessioni di beni registrate nel periodo;
  3. Modello INTRA-1, sezione 2 – relativo alle rettifiche delle cessioni di beni relative a periodi precedenti;
  4. Modello INTRA-1, sezione 3 – relativo ai servizi resi registrati nel periodo;
  5. Modello INTRA-1, sezione 4 – relativo alle rettifiche dei servizi resi indicati in sezioni 3 di periodi precedenti;
  6. Modello INTRA-2, relativo al frontespizio dell’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti registrati nel periodo;
  7. Modello INTRA-2, sezione 1 – relativo agli acquisti di beni registrati nel periodo
  8. Modello INTRA-2, sezione 2 – relativo alle rettifiche degli acquisti di beni relative a periodi precedenti;
  9. Modello INTRA-2, sezione 3 – relativo ai servizi ricevuti registrati nel periodo;
  10. Modello INTRA-2, sezione 4 – relativo alle rettifiche dei servizi ricevuti indicati in sezioni 3 di periodi precedenti.

Ricorda: hai fornenito un servizio pubblicitario e per questo Google o Amazon ti paga

Approva e prepara per l’invio l’elenco intra

Approva il documento (click destro “Approva/Sblocca approva”) e preparalo per l’invio (cliccando il simbolino con la busta gialla, selezionando il presentatore e, successivamente, l’elenco).

Salva il file di invio in una cartella riconoscibile, siccome ti servirà nei passi successivi. Mentre lo salvi digita il numero di progressione (“01”, se è il primo).

Firma l’elenco Intra

  1. Clicca il simbolino della busta gialla con la matita (a destra di quello cliccato al punto precedente). Ti si aprirà una nuova finestra.
  2. In alto, clicca “configura” e poi “repository”. A questo punto seleziona il certificato di firma generato con desktopDogane.
  3. Importa il file da firmare, cliccando sul relativo tasto e selezionando il documento creato pocanzi.
  4. Tenendo evidenziato il file appena importato, clicca su “firma” e inserisci la password associata al tuo certificato di firma e seguite le istruzioni fino ad ottenere un documento firmato digitalmente (ha estensione .p7m).
  5. Chiudi questa finestra e torna al programma [email protected]

3) Inviare il modulo Intrastat firmato

Siccome sanno che l’intera procedura è un casino, vi è l’obbligo di riuscire prima ad effettuare almeno un invio corretto in un ambiente di prova per poter usare l’ambiente reale.

Inviare il file nell’ambiente di prova

  1. Dal menu del programma [email protected], seleziona “Web”, “dogane”, “invio telematico test
  2. Nella finestra del browser che vi si è aperta, selezionate “servizi”, “operazione su file” e “trasmissione”.
  3. Effettuate l’accesso con le vostre credenziali.
  4. Carica il file firmato (cliccando su “sfoglia”), clicca “invio file” e successivamente “Conferma invio”.

Controlla se l’invio è andato a buon fine

  1. Nella nuova schermata, clicca su “interrogazione”
  2. osserva il resoconto, in particolare la colonna “errori”:
    • se è “NO” hai fatto l’operazione correttamente
    • se è “SI” clicca “dettagli”, leggi che cosa non quadra e riprova.

Inviare il file nell’ambiente reale

Ribadisco che la seguente procedura avrà successo solo se in ambiente di prova non si sono ottenuti errori nell’invio del documento firmato.

  1. Per prima cosa abilita l’accesso all’ambiente reale: “operazioni di servizio” e “abilita ambiente reale”.
  2. ora puoi inviare: “operazione su file”, “trasmissione”. Seleziona il documento e clicca “invia”.

Se vi esce un errore “il file appartiene ad una tipologia temporaneamente disabilitata” è perché state cercando di inviare il file in un orario in cui il servizio risulta offline.

La mia esperienza con il modulo Intrastat

Dopo avervi illustrato il procedimento posso raccontarvi come ho vissuto io l’esperienza.

La burocrazia italiana ce la mette tutta per ormale”: dagli uffici distanti più di 50 km (cioè 1h di macchina se abiti in Valtellina come me) per poter apporre una firma, ai sistemi informatici tutt’alto che intuitivi e di facile utilizzo (effetto “muro di testo”) ai software obsolescenti, al sito della assitenza del software privo di certificato SSL (!?).

All’alba del 2020, dove i nuovi imprenditori possono esser persone di 20 anni nate da Youtube o dalla affiliazione di portali come Amazon, tutto ciò è ai limiti del paradossale.

Così anche questo articolo mi sembra una ripetizione della epopea di gambe spezzate.

Il primo impatto con il modello intrastat

Dopo aver vissuto l’esperienza di essermi registrato al registro delle imprese, ero sicuro che questo non sarebbe stato più difficile. Ma allo stesso tempo sapevo che sarebbe stato tutt’altro che lineare e semplice.

Non sono per nulla esperto, lo ammetto. Però però però. Tanti però mi sono sorti già quando capitai sul sito della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Impiegai relativamente poco tempo a compilare il modulo di attivazione telematica, ma rimasi spiazzato quando scoprii che dovevo abilitarlo andando personalmente in un ufficio. Volete dirmi forse che non basta un “semplice” sistema SPID (che già ha 3 lager di password)?

Il lungo viaggio

Quando andai a Sondrio (25km di distanza) e mi venne detto che dovevo andare a Tirano perché non erano abilitati… Non sapevo se piangere o ridere.

Mi diedero un numero da chiamare. Dopo ben 5 telefonate riuscii a parlare con una gentile impiegata che mi disse che mi avrebbe atteso a Tirano.

Dopo altri 25km di viaggio della speranza arrivai alla stazione dei treni dove, segnalato con un foglio bianco scocciato, c’era l’ufficio della Agenzia delle Dogane di Tirano. 5 minuti di firma e un’altra ora verso casa.

Tanti codici, poche istruzioni

Arrivato a casa guardai i fogli: contenevano circa 6 codici, ma neanche una indicazione su come usarli.

Dopo 3 giorni di panico e tentativi riuscii a completare la procedura, ma ragazzi… Che sudata!

Incappai nel primo software e già pensavo di aver risolto, poi scoprii che ve ne era un secondo, per generare certificati. E ancora qui più che mai pensai:

Ma che diamine serve il certificato di firma se ho la firma digitale da quando ho la p.iva?

Altri software

Poi nel panico scoprii che vi è anche il software “desktopEntrate“, ma avevo così tanti bug che meriterebbe un articolo a se’.

Infine scoprii anche dell’esistenza di [email protected] Online. Sulla pagina si può leggere “ottimizzato per 640×480“. La ciliegina sulla torta é che nel passaggio finale di firma il pulsante che dovrebbe comparire non appare nemmeno dopo lunghe attese

Attivare la firma digitale

Non vi dico poi quanto tempo ho speso prima di capire perché il certificato di firma dava sempre errore (tra le altre cose gli errori sono sempre generici e le soluzioni proposte dalla assistenza a questi ancora di più).

Approfondimenti

Dubbi? Sei riuscito nell’impresa? Fammelo sapere qui sotto o nel forum!

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