HomeTempo liberoCome non mollare: i momenti difficili capitano a tutti

Come non mollare: i momenti difficili capitano a tutti

Alcune frasi e la una storia per stare in compagnia

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Come non mollare: i momenti difficili capitano a tutti

Alcune frasi e la una storia per stare in compagnia

Alcune frasi e la una storia per stare in compagnia

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Per te, che hai vissuto il 2020 con tanta energia e ora inizi a sentirti un po’ strufo di questa situazione, vorrei dedicarti questo mio pensiero. Per una volta non è una recensione tecnica, né una guida, ma solo un momento di condivisione.

Se vorrai potrai raccontarmi la tua storia con un commento a fine articolo, giacché mi fa molto piacere ascoltare qualcuno parlare (lo vorrei fare di lavoro!).

Alcune frasi

La giusta dimensione

I problemi della vita sono altri

mi ripeteva sempre Giulio Borgo, il mio maestro di scacchi quando gli confessavo le mie preoccupazioni inerenti lo studio o – forse – il gioco stesso. Al tempo avevo circa 17 anni e non sapevo ancora che cosa avrei fatto da grande, ma ogni volta quella frase mi faceva sentire bene. Non ne capivo il significato, ma sospettavo che negli anni futuri ci sarebbero state cose più importanti per cui preoccuparsi.

Più tardi elaborai una mia personale teoria al riguardo. Hai presente la frase “non focalizzarti troppo sui problemi”? La si sente dire tanto, ma io mai la applicai più di tanto. Quando un pensiero negativo mi si fissa in mente trovo molto utile ricordarsi e ripetersi chiaramente “si ma questo è solo uno dei tanti aspetti della mia vita”. Faccio un passo indietro, proprio come se de-zoommassi.

Autosuggestione, sconsideratezza o superficialità. Mi rendo conto sia banale, ma ti prego di provarlo perché funziona più di quello che sembra. Credo che un meccanismo simile (cioè ripetersi cose ovvie, descrivendole) sia alla base di molte tecniche di terapia.

La cazzimma

Non puoi mollare proprio ora!

è una frase che mi sono sentito dire in diversi contesti (tipo corse di trail running), da più persone (e libri!). Una tra queste è Valerio Raineri, il mio primo maestro di scacchi nonché presidente della circolo Scacco Matto di Morbegno. Si riferiva al fatto che dopo una lunga partita durata 5-6 ore, bisognasse mantenere alta l’attenzione per evitare di sprecare tutto il vantaggio accumulato faticosamente fin lì.

Mi piace pensare che un po’ di grinta la si possa sempre trovare. Anche se alla fine andrà non come vorresti, l’ansia e la preoccupazione – almeno per me è così – diminuiscono molto se sai che hai dato tutto te stesso per impedirlo.

Ogni singola scelta passa per le tua mani

è incredibile quanto diventi sicuro di te stesso se non hai più niente da perdere.

C. Palahniuk

Questa, nel bene e nel male, non è una frase correlata agli scacchi. Molto simile l’ho letta su un fumetto di Dylan Dog, ma non ricordo quale numero (c’era una vecchia che faceva una rapina in banca perché non le veniva data la pensione).

Non bisogna aspettare di perdere tutto per esser sicuri di sé, per fortuna. Con la calma e un’insanabile peniero positivo si può rallentare e fermare anche il pensiero che più ti frulla in mente. Agire per risolvere il problema è uno dei due approcci più corretti per evitare di cadere in disperazione. Se non dovessi riuscirci puoi sempre usare l’altro approccio: distrarti!

Valmalenco, Valtellina.

Una storia

Esco da casa per non tornarci più

Il 24 dicembre 2020, appena 6 giorni dopo essermi abiliato alla professione, su suggerimento telefonico di mia mamma, decido di andarmene di casa. Carico vestiti, libri, appunti, gadget e quanto altro di mio sulla macchina che mio papà mi concesse di tenere.

Non fu facile, anzi direi che mi travolse la cosa. Non mi fermavo a penare a cosa stava succedendo solo perché avevo timore di non poter ripartire più. Come tutti i giovani volevo andarmene di casa, vero, ma lo avrei voluto fare con più calma e in un contesto diverso.

Un momento di panico

Le settimane seguenti, senza eccezione quella a cavallo delle festività, furono un misto di malinconia, solitudine e rabbia. Ripensavo a quella discussione, a quelle mura che fino a poco tempo fa erano piene di lavori che pensavo di finire. A Laika e a Monchichi. Ero stordito, ma non per questo incapace di fare qualche cosa. Fui aiutato molto dalla mia ragazza e dalla sua famiglia che mi permisero di riorganizzarmi.

Oltre al CV Europeo

L’idea di stendere il CV Europeo per la prima volta mi elettrizzava e un poco spaventava allo stesso tempo.

Servirà scrivere anche degli scacchi? Oddio, sicuramente dimenticherò di scrivere qualche cosa

Poi iniziai a scriverlo. Come una bozza. In fondo, seppur molto per hobby e con tanti errori, scrivevo da un paio di anni. Impiegai qualche giorno e non poche stampe di prova, ma alla fine quel pezzo di carta era un sobrio recap della mia vita. Avevo individuato alcune strutture a cui portarlo personalmente, chiuso in una busta, insieme ad una lettera di presentazione. Poi lo mandai anche a 40 medici di medicina generale della Valtellina, quelli più vicini a Talamona, dicendo che ero disponibile per sostituzioni.

Ero disposto a tutto, volenteroso di mettere in pratica anni di studio e – soprattutto – di mettermi in gioco. Sapevo che non sarebbe stato facile e che avrei potuto fare meno, ma in quel momento mi sentivo come un terminator programmato per lavorare.

Il lavoro in Valtellina

Il 18 gennaio iniziai a lavorare a nella RSA di Chiuro e in quella di Tirano. Qualche giorno dopo iniziai anche in quella di Teglio. A fine gennaio dovetti rifiutare 3 contratti con ATS Monagna e dovetti dir di no ad altrettanti colleghi che cercavano un sostituto.

Da valtellinese posso dirti che le montagne e i paesini li ho sempre snobbati per anni. Poi un giorno rimasi folgorato dai brulli pendii. Long story short: in Valtellina c’è davvero urgenza di medici. La paga è buona e – a chi piace – il territorio ha un suo magico perché. In futuro sicuramente ci farò un articolo-pubblicità nella speranza di attirare colleghi!

La nuova casa

Non potevo vivere a casa dei miei suoceri per sempre, dunque necessitavo di una casa. Cercavo un posto abbastanza grande per poter pizzare due scrivanie e poter studiare. Allo stesso tempo non volevo andare in affitto, ma era la mia unica soluzione visto che il mio conto corrente stava desertificandosi più velocemente delle zone limitrofe al Sahara.

Tre settimane di ricerca e un pizzico di fortuna. Ma alla fine io e Nicole abbiamo trovato casa.

Il messaggio: condividere aiuta

Non smettere mai di inseguire il tuo sogno perché non c’è ostacolo e forza più grande della nostra volontà di rassegnarci o di continuare.

Scrivere aiuta, dimmi che ne pensi. Se cerchi un pen-friend lo hai trovato!

Ranierihttps://www.ranierisdesk.com/
Mi chiamo Ranieri Domenico Cornaggia, sono laureato in medicina e mi piace la tecnologia, il fitness e gli scacchi. Amo gli animali e le sfide!

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