Quest’oggi voglio parlarvi di un software, se così si può definire in termini riduttivi, che mi ha cambiato – quasi – la vita: Plex.

Non voglio tediarvi con i dettagli sulla corretta configurazione. Piuttosto vorrei fare qualche riflessione in più oltre a quelle che sono già largamente disponibili in rete.

Come ogni articolo che scrivo, il mio intento non è fornire un contenuto stilisticamente perfetto (magari fossi così capace!). Ho infatti l’obiettivo di fornire un reale feeling da parte di chi, esattamente come voi, ha scoperto una nuova passione e con essa le problematiche e le riflessioni che la accompagnano.

In questo particolare articolo voglio esporvi la mia umile esperienza. Per chi vuole approfondire direttamente alla fonte: Plex sito ufficiale

Questo articolo lo voglio dedicare sia a chi non ha la minima idea di cosa sia Plex, sia a chi ha già correttamente configurato la Plex Media Station.

Cos’è Plex (in breve!)

Plex è un software che permette di organizzare i vostri contenuti digitali (film, musica, foto, telefilm e filmini personali) e di averli disponibili ovunque al mondo.

Fermi. So’ esattamente cosa state pensando: “Queste cose le fanno già altri programmi, basta con la solita minestra”. E anche se non lo stavate pensando, è invece quello che pensai io quando 4-5 anni fa sentii per la prima volta questo nome. Fidatevi di me e leggete le prossime righe. Se la penserete ancora così allora sono io che vi invito a smettere di leggere questo articolo perché, effettivamente, sarebbe solo una perdita di tempo.

Plex è gratis (escluso l’acquisto una tantum dell’app per dispositivo mobile) ed è in multilingua (italiano incluso). Organizza la vostra libreria multimediale e automaticamente la arricchisce e la cataloga in modo che sia dannatamente stupenda e piacevole da esplorare.

La cosa principale da capire è che i file dovete averli voi, quindi non è un servizio a pagamento che fornisce streaming (come Netflix o Spotify).

Setup dell’hardware (in sintesi)

Avrete bisogno inoltre di una macchina dedicata (pc/nas/laptop) preferibilmente sempre accesa (o programmato in modo che sia reperibile al bisogno o solo in certe determinate ore) sulla quale va installata la parte server (Plex Media Server) nella quale indicate la posizione di film, musica, foto (e altro).

Il server è in grado di elaborare (in gergo “transcodificare”) ogni flusso dati in modo tale che esso sia riproducibile (in relazione alla connessione internet e lan di casa vostra) sul client che sta cercando di visualizzare il contenuto senza buffering.

Questo funziona perché, registrandosi gratuitamente sul sito ufficiale, potrete collegare al vostro account il server correttamente configurato (ad onor del vero tutti quelli che volete). Contemporaneamente, scaricando l’app ufficiale potete accedere al vostro account e visualizzare tutti i contenuti che la vostra macchina sta condividendo in live. L’app è disponibile per OGNI dispositivo esistente al mondo.

Per chi è adatto Plex Media Server

Se stai ancora leggendo forse sono riuscito a incuriosirti. O magari la schermata di questa pagina è rimasta impressa a fuoco sul monitor del tuo telefono.

Se hai approfondito e chiarito nella tua mente il minestrone di cose da me esposto malamente, ti starai chiedendo come può tornarti utile questo simpatico applicativo.

Sarò chiaro: io non ci guadagno nulla nel spingerti verso l’utilizzo di Plex, né tanto meno lo ritengo il miglior programma al mondo per poter godere dei contenuti multimediali.

Per chi ama la musica di qualità

Io ho solo 5000 brani, ma c’è gente che arriva tranquillamente sopra i 100’000. Installando Plex su un nas e avendo una qualunque connessione internet (anche la più infima) può godere di musica – anche in FLAC – a costo praticamente nullo. Più precisamente, PMS è gratis, l’app costa 5 euro, la corrente del nas acceso 24/24h 7/7g è praticamente nulla visto che a pieno regime molti modelli consumano meno di 15-20 w/h. Avere a disposizione 100-200 gb di musica sempre con voi non è male, considerando le alternative che offrono un medesimo servizio ad un costo minimo di 10 euro al mese.

Per chi ama i film senza pubblicità

Che tu li abbia lecitamente comprati o illecitamente piratati, ciò che riuscirà sempre a fare è averli organizzati tutti in splendide librerie con locandine, descrizione, attori e classificazione della critica in modo del tutto automatico. Queste righe sono poche per poter descrivere cosa effettivamente mette a disposizione Plex. Per questo vi invito a visitare il sito ufficiale siccome le novità sono sempre in costante uscita. Tramite Plex potrete vedere contenuti in full-hd (se la connessione permette) o HD (ma anche 4k, perché no?!) ovunque voi siate nel mondo. Per quanto riguarda i film e telefilm ci sono precisazioni fatte più avanti, riguardo al compartimento hardware necessario.

Per chi deve organizzare tutti i suo ricordi (foto, filmini, documenti)

Con Plex può trovare pace: prendete tutto e mettere in una sola cartella per averlo disponibile ovunque, senza problemi di compatibilità, senza paura di aver mancato qualche cosa, senza più timore di perdere qualche momento o ricordo prezioso della vostra famiglia.

La mia esperienza

L’inizio

Permettetemi però di esporre ora quella che è stata la mia esperienza con Plex, preannunciando che ero un totale ignorante in materia (non che ora sia un luminare, anzi). Però amo imparare cose nuove, nel bene e nel male. Ricordo con orgoglio le ore perse nel cercare di configurare correttamente certe funzionalità di PMS.

Ho sempre amato la musica e i film e ne ho sempre avuto una gran collezione (in svariate qualità). Per facilitare la visione del materiale ho sempre copiato manualmente ogni contenuto su un hard disk esterno.

Ad onore del vero, sono uno che si arrabatta con quello che ha e trova. Quattro anni fa iniziai a prendere l’abitudine di guardare il sabato sera i film a casa della mia ragazza. Non usavo un vero e proprio hard disk esterno, ma piuttosto dei vecchi hdd dai 100 ai 320 gb recuperati in discarica, collegati ad un portatile tramite un adattatore di bassissima qualità che poi restituiva il segnale video e audio al televisore (tramite cavo HDMI).

Su ognuno di essi vi avevo apposto delle etichette con elencati i nomi dei film contenuti. Saltuariamente me ne portavo a casa un paio per aggiornare il contenuto.

Questo funzionò finché, come era logico prevedere, i vecchi hard drive iniziarono a cadere come mosche, tra strani rumorini e ronzii.

In quel periodo scoprii Plex e, come potete immaginare, non fu facile convincere i potenziali suoceri a dedicare un pc appositamente pensato per lo streaming video. Questo in quanto a casa mia non guardavo film e non avevo nemmeno lo spazio per un ulteriore pc da usare a tale scopo.

Prima configurazione e primi intoppi, Plex Connect

Inizialmente in quel pc, un vecchio – ma duro a morire – Intel core 2 duo con 2 gb di ram, misi gli hdd rimanenti (alcuni funzionano ancora oggi!) e mi fiondai nell’installazione di Plex, senza sapere se effettivamente la cosa avrebbe funzionato. Soprattutto se il client sul quale cercavo di riprodurre l’app di Plex non era ufficialmente supportato.

Si, è vero: sopra ho detto che OGNI dispositivo è supportato perché è praticamente quello che danno ad intendere a tutti. Tuttavia, cercando bene (un po’ come per trovare la piccola clausola in un contratto) capii che le Apple Tv supportate sono solo dalla quarta generazione in su. Ovviamente io ne avevo una di terza generazione.

Ripiegai quindi su Plex Connect, un fantastico applicativo non ufficialmente supportato che, tra crismi e tutti i santi, riuscii correttamente a configurare. Il primo film che vedemmo tramite questo rocambolesco sistema fu “Guardiani della Galassia”.

Eravamo al settimo cielo. Dopo un paio di settimane buone, passate a configurare il pc con Linux, il server e lo stratagemma non ufficiale funzionavano. Per l’occasione migliorammo anche il comparto networking, cambiando il vetusto modem router della Vodafone (che continuava a saltare) con un più affidabile ed economico Netgear D1500.

Purtroppo le cose belle durano poco e presto capii che dovevo ancora apprendere molto.

Dopo aver riconfigurato il pc installando Windows 7 (più user frendly), il secondo film che vedemmo fu uno strazio perché pieno di artefatti verdi, lag e ritardi audio/video (per la cronaca il film si chiamava “Maze Runner”). La spiegazione poteva solo essere una: il buon vecchio ed affidabile Intel dual core arrancava. Se con Linux riusciva giusto a stare a filo d’acqua, il più prestazionalmente esigente Windows lo trascinava a momenti alterni un metro sotto.

Seconda configurazione: Xeon E5440

Siccome eravamo ancora tutti piuttosto scettici riguardo a Plex, ma la cosa mi divertiva molto, decisi di investirci ulteriore tempo per cercare di capire come mai il server non andava più come prima. Infatti giunsi alle considerazioni qui sopra solo con il senno di poi!

Leggendo sul forum ufficiale scoprii che quando il server transcodifica usa intensamente il processore e, a seconda del file sorgente e dell’output richiesto, questa cosa può anche essere molto impegnativa.

Ma la transcodifica che è? In soldoni, magari si era già capito o lo sapevate già, serve affinché quando voi dal client schiacciate “play” sul film/brano musicale/telefilm questo sia elaborato:

  • nel formato video (.avi, .mp4, -mov, ecc…);
  • nella risoluzione (fullHD, HD, 480p, ecc…);
  • nel bitrate (10 Mbps, 8 Mbps, 2 Mbps, ecc…);
  • …e in tutto ciò che la miglior tecnologia del 21esimo secolo ha da offrire

in modo tale che non vi sia alcun lag. Lag che potrebbe verificarsi se la connessione non è abbastanza veloce oppure se il vostro dispositivo non è nemmeno in grado di riprodurre il file in formato originale.

Plex offre un valido indice che permette di capire quanto la vostra cpu deve essere potente per riprodurre un certo flusso dati. La potenza è quella fornita dal noto sito cpubenchmark e, nello specifico, è di 2000 punti per transcodificare un film in full HD.

Decisi quindi di acquistare un vecchio ma dannatamente prestante Xeon E5440 con lga 771 (da adattare con un speciale adesivo al socket 775) ad un prezzo irrisorio di soli 15 euro (ovviamente da Aliexpress). Cambiai inoltre scheda madre, ottenuta dalla discarica insieme ad una vecchia ma ancora buona ATI Radeon x1950 Pro. In questo modo ho potuto aggiornarla a 4 GB di RAM.

Punteggio vecchio Intel core duo: 1850. Punteggio nuovo Xeon: 3950.

Installato Windows per l’ennesima volta, a 64 bit, i problemi sembravano spariti, fino a quando ne insorsero degli altri.

Un ulteriore passo avanti: Xeon E5 2660

Decidendo di trasferire la mia collezione di film sul computer osservai che il pc era comunque troppo piccolo per ospitare ulteriori hdd. Così dopo circa un anno o due che effettivamente Plex era operante, decidemmo di effettuare un piccolo investimento. Con una spesa di circa 100 euro parsimoniosamente ottenuti, acquistammo un disco fisso da 3 tb della Western Digital. Il primo che non fosse stato già buttato via in passato.

Optammo per il modello “green” pensando che comunque il pc non restava acceso sempre, ma veniva acceso al bisogno. Tuttavia non so ancora oggi se sia meglio un “green” oppure un “red”.

Decidemmo inoltre che il tempo delle mele era giunto e, siccome Plex era usato anche da 2/3 persone in contemporaneamente, bisognava comprare un pc appositamente pensato anche per Plex. Inoltre ci sarebbe servito anche come workstation per editing video per la nostra carriera come youtuber.

Da bravo psicopatico che sono, mi ero già preparato all’evenienza di avere queste necessità. Soprattutto sapevo bene che dovevo rispettare certi criteri affinché si potesse effettivamente acquistare il pc. Premetto che non ho mai acquistato un pc fatto e finito. Persino il portatile cercai di assemblarmelo. Inoltre ero consapevole che non si sarebbero mai spesi 1000 euro.

Le condizioni erano quindi:

  • Budget di 600 euro;
  • Cpu molto prestazionale;
  • Case in grado di accogliere 6-7 dischi;
  • Overall una macchina che fosse usabile anche per CAD/programmi professionali.

Sono cosciente che la seguente configurazione da me assemblata, un po’ da Aliexpress, un po’ da eBay e un po’ da Amazon è una accozzaglia di parti che effettivamente potevano essere migliori in vari punti.

Il 2016 fu l’anno in cui ingenti quantità di Xeon e2660 (e altre varianti) furono immesse sul mercato iperché ormai obsolete per le grandi aziende. Si tratta di una CPU che fino a qualche anno prima valeva 1500 euro, svenduta a soli 50-70! Octa-core con un benchmarch pauroso di quasi 12000 punti (vi sono numerosi video su Youtube a riguardo!).

A compendio di scheda madre più ostica da trovare. Alla fine però optai per il modello ospitato sulle workstation della HP z420, corredato da 16 gb di ram ECC ddr3 e un Samsung 850 evo.

Case full tower in super offerta (70 euro, usato). Per l’alimentatore inizialmente usai il vecchio, poi ne acquistai uno base da 500-600 watt della Corsair con certificazione 80 plus.

Considerazioni finali

Volendo commentare l’epopea che passai posso dirmi contento della spesa e ancora più del fatto che Plex, in tutti questi anni, non mi abbia mai abbandonato e sia andato oltre quella che poteva sembrare una moda passeggera.

Uno dei principali svantaggi che riscontrai dalla mia configurazione fu il fatto che, consumando una media di 200-300 watt durante l’uso e 100w in idle, tenerlo sempre acceso era eccessivo. Infatti, anche grazie al particolare contratto per la corrente, la bolletta della era aumentata di ben 30 euro al mese! Praticamente potevo abbonarmi a tutto quello che volevo e risparmiavo ancora, visto il costo degli hard disk (più o meno 100 euro all’anno per 3/4 tb aggiuntivi).

A tal proposito consiglio vivamente di leggere l’ultimo articolo che analizza i costi e le criticità di questa configurazionePlex: ne vale davvero la pena? Presto verrà pubblicato un ulteriore e – spero – definitivo articolo che permetterà a voi di risparmiare davvero molti grattacapi: sarà una guida calcolata e pensata per chi vuole avere un server sempre acceso, che consumi pochissimo e che riesca a gestire 4/6 flussi in transcodifica. Il tutto ovviamente al minore prezzo possibile.

Plex: conviene oppure no?

La risposta è: dipende. Plex Media Server è – scherzosamente – da me paragonato a una droga che più è usata e più è abusata, più la consumi e più ti consuma.

Ritornando seri per un attimo posso dirmi totalmente soddisfatto delle scelte da me fatte e attuate, ma non posso – come premesso all’inizio dell’articolo – reputare Plex la soluzione sempre migliore rispetto ad altre.

Attuando dei banalissimi accorgimenti quali l’accensione e spegnimento automatizzato per evitare che durante la notte e le prime ore del pomeriggio sia acceso senza che nessuno (per lavoro o per studio) possa accedervi, consente di fatto di portare la spesa in corrente elettrica davvero a una frazione dei 30 euro mensili (credo intorno ai 5 euro). Il tutto avendo sempre a disposizione una macchina molto prestazionale, che servizi come Netflix ovviamente non ti forniscono.

I film e la musica li devi avere tu e se ti stai chiedendo se anche piratati convenissero piuttosto che no, posso dirti che “dipende”. Personalmente ho iniziato a collezionare materiale solo in alta definizione e posso dirmi piacevolmente sorpreso e soddisfatto nel rivedere e poter condividere con un click film e intere collezioni. Soprattutto considerata la mia volontà futura di creare una vera e propria sala cinema dedicata con impianto 5.1 e proiettore full HD.

La musica già me la godo con le mie Sennheiser HD598. Tuttavia se la ascolti con dei normali auricolari forse farai fatica a sentire la differenza tra un brano in FLAC e uno da Youtube.

Conviene fare il Plex Pass?

Plex offre anche la possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile a 5 euro, annuale a 39 o per tutta la vita a 119 (alcune volte in offerta a 75!) in cambio di ulteriori vantaggi come:

  • l’automatica associazione musicale anche dei brani più sconosciuti (tramite tecnologia fornita direttamente da Gracenote);
  • la gestione di più utenti con limitazione di contenuti, per esempio, vietati ai minori (che consente anche di tenere traccia singolarmente di ogni progresso);
  • la possibilità di registrare automaticamente (togliendo persino le pubblicità) le serie televisive captate con antenna;
  • la possibilità di ottenere sconti per l’acquisto di materiale come hdd e nas da aziende come WD;
  • trailer ed extra in alta qualità anche di film che devono ancora uscire

…e molto altro! Tante funzioni da me non elencate sono ovviamente presenti anche nella versione gratuita (trovate tutto qui). Per questo non c’è una fregatura da nessuna parte. Anzi, io stesso sono stato senza pass per anni.

Di fatto lo acquistate per qualche vantaggio minimo che è apprezzabile solo se usate il software abbastanza spesso. Oppure anche semplicemente per supportare chi ci offre questa splendida piattaforma.

Non solo Plex Media Server, ma NAS

Oltre alla possibilità di installare PMS e di poterlo sfruttare ben oltre le potenzialità dei programmi a pagamento che offrono apparentemente una soluzione più comoda, ma più dispendiosa e a volte meno personalizzata, vi è anche la possibilità di sfruttare il server installando altre applicazioni. Ad esempio software di backup dati o ancora: server per l’accentramento e la condivisione di eBook e di altri documenti.

Insomma: se siete appassionati di pirat… Ehm… Di cinema e come me siete delle persone con le tasche vuote ma che non riuscite a stare fermi con le mani, Plex e componenti vecchi e ormai defunti per gli altri possono tramutarsi in un prezioso e utile strumento per apprendere qualche cosa di nuovo!

Spero di non avervi annoiato a morte, ma di avervi fornito qualche spunto. Vi saluto promettendovi articoli ben più approfonditi su ogni singolo aspetto trattato da me in questo testo!

5 Commenti

  1. ciao Ranieri
    grazie per il tuo articolo che tira le somme sui miei ragionamenti; vorrei chiederti un consiglio visto che sto progettando da zero la mia rete domestica, vorrei trovare una soluzione che mi permetta il backup (in raid 1) di foto e video (film, serie tv…e video amatoriali) e l’installazione di PMS per l’uso lato client su apple TV.

    i limiti del progetto sono:

    _ lo spazio limitato, che non mi permette di posizionare hardware che vada oltre le dimensioni di una mini tower
    _ l’affidabilità delle componenti
    _ il costo … “less is more” 🙂

    inizialmente ho pensato ad un NAS 2 bay dove installare direttamente PMS, ma a quanto pare sono pochi quelli in grado di transcodificare contenuti a 4k, potrei anche accettarlo ma verrebbe meno il senso di avere una tv 4k.
    oppure un NAS 2 bay economico al quale affiancare un raspberry pi dove gira PMS.
    in ultimo un server domestico come soluzione… forse troppo caro e non poco sbattimento di configurazione

    ciao e grazie

    • Ciao Davide, grazie per il commento!

      Ho proprio intenzione di pubblicare un articolo (lunedì prossimo credo sarà la volta buona) in cui parlo proprio di un’alternativa valida che io stesso sto valutando, nel pieno rispetto dei tuoi (che sono appunto anche i miei) “limiti di progetto”!

      Per intanto posso cercare di aiutarti indirizzandoti su hardware più o meno performante, ma per farlo vorrei prima capire meglio alcuni dettagli:
      – quanto hai intenzione di spendere, massimo?
      – quanti client massimo prevedi oltre all’Apple tv?

      In ogni caso, grossomodo, posso consigliarti:
      – di comprare solo WD Red (anche se più costosi sono progettati per durare di più nel tempo, quindi ne vale la pena!), in funzione della quantità di materiale che prevedi di immagazzinare;
      – di indirizzarti verso piattaforme come Pentium e Celeron di nuova generazione (proprio su questo ho intenzione di scrivere l’articolo) in quanto sono in grado di sfruttare la potente transcodifica hardware e riprodurre anche contenuti in 4k con HDR (su più dispositivi contemporaneamente, a seconda del modello) ad un consumo veramente infimo (tra i 10 e i 20 watt in idle con 4 e più dischi).
      – di stare su un formato mini-itx (proprio come da te suggerito).

      Sconsiglio Nas in quanto come hai già constatato su sono piuttosto costosi e spesso non così efficienti o supportati negli aggiornamenti come le piattaforme più collaudate.
      Per quanto riguarda l’affidabilità… direi che si è in una botte di ferro per la maggior parte delle componenti!

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