Questo articolo è il primo nel suo genere, più o meno. Ad onore del vero un articolo praticamente identico era già stato scritto dal mio carissimo amico Andrea, un anno fa (su un altro blog).

Purtroppo quel bellissimo articolo è stato perso… ma non i ricordi e l’avventura che vivemmo quel 30 luglio 2017! Con questo spirito e la voglia di mettere nero su bianco questa esperienza, esattamente un anno dopo, con una diversa compagnia, ci siamo cimentati ancora una volta nella scalata del Monte Legnone (provincia di Lecco).

Come abbiamo raggiunto il Monte Legnone

Pur essendo dei Valtellinesi piuttosto sportivi, non possiamo confessare che raggiungere il Bivacco Legnone (quota 1690 metri circa), partendo da Villatico (forse 300 metri s.l.m.), sia stata una passeggiata di salute. Anzi.

Sveglia alle 8 per incontrare i nostri amici di Brescia (Camilla e Francesco) verso le 10.30 alle porte di Colico. Il tempo di scambiare due chiacchiere più quello di carico/scarico degli ingombranti zaini da montagna da una fiat punto a 3 porte, e si sono fatte le 11.30. Altri 30 minuti per arrivare sul posto della partenza e… finalmente si marcia!

Il percorso è segnalato ed è relativamente facile da seguire. Se in alcuni punti vi sembrerà di essere in mezzo al bosco, non panicate e guardatevi intorno: troverete sempre un cartellino bianco e rosso ad indicarvi la via!

Dopo un’ora e mezza di viaggio raggiungiamo il primo punto panoramico e decidiamo di mangiare (ok, forse non si dovrebbe “spezzare” una salita, ma si vive una volta sola). Vista mozzafiato e un sognante “saremo quasi a metà strada” che echeggiava ormai nella testa dei più stanchi.

Parlando del più e del meno abbiamo modo di approfondire le perplessità del nostro amico riguardo il carico che ci portiamo dietro.

“Ma voi che vi siete portati?”, domanda.

“qualche kg di pasta, dei fagioli e alcuni vestiti… più tenda ovviamente. Tu?”

“…beh 2 kg di pasta anche io, qualche scatoletta di tonno, poi beh 6 litri di acqua!

Vi lascio immaginare la reazione quando gli abbiamo detto che lungo il percorso ci sono 3 fontane! Finite le risate scopriamo che avevano portato anche piattini, posate e bicchieri in plastica. Ovviamente, se anche voi non siete mai stati al Bivacco, come loro, non potete immaginare che vi sia tutto il necessario per vivere (letti compresi). La verità è che noi non siamo stati abbastanza chiari al riguardo.

I 4 dell’avemaria dopo il meritato pranzo al sacco.

Il caldo era mitigato dall’ombra delle fronde degli alberi, ma l’afa era tanta, così come la stanchezza che stava crescendo già da ormai 2 ore.

“manca poco ormai” continuavamo a ripetere. “Mancherà un’ora circa”.

Eravamo abbastanza sicuri di questo. Volevamo crederci perché portasi uno zaino così pesante stava diventando davvero uno strazio (altro che spartan!).

Poi a Nicole venne un dubbio:

“ma a metà percorso non c’è una fontana? Non ne abbiamo ancora incontrata una!” e io: “La avremo già passata! Stiamo camminando da due ore e mezza ormai!”.

Dopo 3 ore giungemmo alla prima fontana: chiusa; dopo 40 minuti la seconda: solo goccioline. Francesco voleva ucciderci. Pur avendo tenuto duro fino ad allora, davvero non vedeva l’ora di rinfrescarsi con l’acqua di quella tanta agognata fontana. Soprattutto perché ci rimaneva un litro di acqua per il resto del percorso: gli altri li avevamo bevuti a forza per alleggerici fino a lì.

Dopo di allora mi impedirono di dire “manca un’oretta”.

Soste incluse, impiegammo 5 ore e 30 minuti. Ma ne valeva la pena.

Il Bivacco del Monte Legnone

Non so esattamente da chi sia stato costruito, ma so che è a disposizione di chi ci arriva.

Il Bicacco si presenta davvero ben costruito e molto accogliente. Dotato di bagno, acqua corrente ed elettricità, offre ogni confort che un giovane avventuriero cerca. Volete caricare il vostro telefono? Nessun problema. Il segnale telefonico, anche se non perfetto, non manca.

A riscaldare l’ambiente vi è una stufa a legna e Bisogna avere cura di rispettare alcune basilari e semplici regole.

Il Bivacco. Sullo sfondo il lago di Novate.

Regolamento del bivacco

Per il quieto vivere di tutti è bene:

  • avere rispetto dell’ambiente e di tutti gli oggetti che si usano e le persone che si incontrano
  • bisogna portare cibo (anche se è possibile trovarne, meglio fare affidamento sulla schiscetta portata da casa)
  • se si dorme nel bivacco (ci sono 8 letti!) è necessario – per motivi di igiene – avere un sacco un lenzuolo (alcune volte sono messi a disposizione anche quelli)
  • in ogni caso – siccome si è usufruito del rifugio – è bene lasciare cibo extra oppure un’offerta in denaro

Il panorama

Avendo evitato la pioggia per un pelo, abbiamo deciso di passare la notte nel bivacco. Non abbiamo perso però l’occasione di fare qualche foto ai fulmini e soprattutto all’alba (svegliandoci alle 5.45!).

L’alba, rosa e mozza fiato.
Panorama stupendo con vista sul lago di Como!

Cosa fare una volta arrivati

Oltre a ristorarsi (mi sembra ovvio), consiglio a tutti di visitare la croce e le trincee della seconda guerra mondiale. Ai più avventurosi ed instancabili camminatori invece consiglio di visitare la vetta (1000 metri più su!).

Ne vale la pena?

Consiglio assolutamente a chi è facoltoso e ha sia gambe che fiato di andarci. Un piccolo consiglio però accettatelo: non portatevi peso extra. In uno zaino piccolo portate:

  • una borraccia da 1 litro
  • cibo solo per la vostra permanenza (o poco più)
  • soldi per l’offerta
  • il sacco lenzuolo

Consiglierei poi di partire all’alba in modo da arrivare a cucinare il pranzo al bivacco. Dormite al Bivacco e scendete magari dopo 2 giorni. Tra mucche, cavalli e marmotte il relax è assicurato.

Stancante, ma ristorante allo stesso tempo per chi è intossicato da vita di città!

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