HomeTempo liberoIl mio 2021 (e 2020): 4 traslochi, 1 laurea e 1 casa....

Il mio 2021 (e 2020): 4 traslochi, 1 laurea e 1 casa. Nuovi obiettivi 2022!

Condivido con te un po' di ansia e gioia. Quale anno ti ha regalato emozioni più forti?

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Il mio 2021 (e 2020): 4 traslochi, 1 laurea e 1 casa. Nuovi obiettivi 2022!

Condivido con te un po' di ansia e gioia. Quale anno ti ha regalato emozioni più forti?

Condivido con te un po' di ansia e gioia. Quale anno ti ha regalato emozioni più forti?

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Il 2021 ti ha regalato tante soddisfazioni o è stato il solito anno da dimenticare? Non neghiamolo, è stato un anno impegnativo per tutti, si sa. Fortuna vuole che per molti sia stato un anno di rinascita rispetto al 2020. Cioè, ma te lo ricordi il 2020?

Con questo articolo ti racconto come sono stati per me questi ultimi due anni e ti lancio una sfida:

Dimmi che nel 2020 c’è stata una pandemia, senza dirmi che c’è stata una pandemia

Lo ammetto: è un articolo molto egocentrico, più del solito 😅, per questo ho voglia di ascoltare anche te, magari nei commenti in fondo. Da studente a lavoratore e poi di nuovo specializzando. Quattro traslochi, ma una sola famiglia sempre più unita. Via con i ricordi e la nostalgia!

Il mio 2020: da studente a… fuori di casa!

La casina, il nostro nido

Lo ricordo come un periodo molto lontano, in cui però sono anche successe tante cose belle. Mi ricordo che vivevo ancora dai miei genitori, in una specie di piccolo monolocale con soppalco di nemmeno 30 metri quadrati, ricavato da un ex fienile dell’800 che io e Nicole chiamavamo amorevolmente “casina“.

Nella casina dormivamo, studiavamo e guardavamo tanti film. Purtroppo il bagno mancava, ma per noi era una grande problema siccome comunque ci trovavamo nella casa con i miei per il pranzo e la cena. Non era, e chissà se sarà mai, una casa con tutti gli optional, insomma, ma per noi era già tanto.

In questa casina è cresciuto anche Gufino, arrampicandosi sulle travi in legno che reggevano il soppalco e cacciando scorpioni. Una volta me ne tirò anche uno sul cuscino mentre dormivo, quasi in faccia!

Nell’annetto che abbiamo passato qui, abbiamo cercato di sistemare l’ambiente come meglio riuscivamo, molto artigianalmente ma rendendolo vivibile. Ho non poche foto delle ristrutturazioni che abbiamo fatto e penso che presto potrei buttare giù qualche riga!

Gufino, che spia da una delle finestrelle della casina. Uno dei suoi posti preferiti.

Ultimi esami e laurea da remoto

Da remoto, con un sacco di ansia ed eccitazione, ho dato gli ultimi tre esami che mi mancavano: Clinica Medica, Clinica Chirurgica e Pediatria. Quando ho spento la comunicazione per il terzo esame mi sono gettato tra le braccia di Nicole, che non mi ha mai abbandonato, e mi sono sentito di una leggerezza indescrivibile. Non mi sentivo così libero come dopo la maturità, circa sette anni prima.

Ricordo che in quel periodo continuavo a pensare che se tra 20 anni qualcuno avesse scoperto che mi sono laureato nel 2020 mi avrebbe detto:

Ahhh…! ma tu sei uno di quelli a cui hanno regalato la laurea con gli esami facili da passare, in remoto!

La qualunque

Ebbene, dipende (per citare Il Biasci).

Ammetto che gli ultimi esami mi sono sembrati più semplici del previsto, ma allo stesso tempo non credo fossero accessibili a chiunque non avesse una discreta preparazione. Insomma, per quanto mi riguarda credo di aver superato la sindrome dell’impostore da un po’.

Dare un esame da remoto poteva esser più stressante di un esame vero. Alcuni professori ti bocciavano per il semplice fatto che saltasse la connessione, inducendo alcuni studenti a fare l’esame sul balcone di casa, in pieno gennaio con la giacca, pur di ottenere il miglior segnale internet possibile. Oppure in altri esami eri controllato talmente tanto che se distoglievi lo sguardo dal foglio venivi richiamato! Che dire poi della minore efficacia della didattica a distanza?

Mancava solo la tesi, ma nella mia testa ero già laureato.

Mi sono laureato telematicamente l’8 luglio 2020 (usando la Canon M50 come webcam) nell’Associazione Piccoli Frutti Onlus di Morbegno, tra qualche amico stretto, parente e ragazzo con disabilità che mi guardavano, un po’ obbligati, un po’ perché realmente interessati. La mia faccia rifletteva non poca ansia e stanchezza accumulata grazie alle poche ore di sonno della sera precedente, ma ero felice. La tesi era uno studio pilota sull’uso dei Social Networking Sites e le eventuali correlazioni con disturbi come la “paura di esser tagliati fuori” (in inglese Fear Of Missing Out, FOMO) e la dipendenza da Internet. Devo ringraziare anche te, che forse sei stato uno di quelle 500 persone che hanno completato il questionario online (qui una guida su come farne uno). Riassuntazzo? Si sa molto poco, ma è super da boomer dire che internet in generale crea problemi.

A settembre 2020 tento il test di ammissione in specialità, con l’obiettivo di entrare a psichiatria, ma, nonostante l’aiuto del mio caro amico e collega Francesco, il tempo per prepararmi non bastò.

Avanti veloce, e si giunge a Natale 2020. Il 18 dicembre vengo abilitato, giusto in tempo per iniziare a traslocare!

Spicca il volo, Ranieri!

Il 24 dicembre, caldamente sollecitato da mia mamma, con Nicole e in circa due ore, con non pochi pensieri per la testa, prendiamo tutto quello che riesciamo a raccattare, lo ficchiamo a cavolo in borse e scatole e ci trasferiamo, con Gufino, a casa di Nicole (primo trascolo).

Di chi sono tutte quegli scatoloni?

Chiunque vedesse la montagna di roba che avevamo preso alla rinfusa, prima di andarcene.

Era la domanda più gettonata in quei giorni. E la risposta era una non poco amara realtà da accettare. Per fortuna non avevo nemmeno il tempo per pensarci perché, di nuovo, erano cambiate le priorità: mi serviva un lavoro.

Scatoloni e borse, accatastate senza alcun ordine. Tra questi, spiccano tanti dettagli sulla nostra vita tra cui la corona d’alloro e il set di D&D 5ed.

Tra il Natale e Capodanno 2020 scrivevo il mio CV, confrontavo piani assicurativi e preventivi di commercialisti. Volevo iniziare il giorno stesso, ma le vacanze mi frenarono e l’unica cosa che conclusi prima del 31 dicembre 2020 fu di riuscire anche a fare il timbro, compatto e tascabile (consigliato!).

Nicole e io, dopo il trasloco, felici e comunque contenti del nostro nuovo equilibrio… anche se molto precario!

Il mio 2021

Il 2021 è stato, nonostante i vari mascheramenti e recrudescenze, un anno di ripartenza. In generale mi è sembrato di assistere a questo fenomeno un po’ in tutti gli ambiti. La mia percezione era che le persone erano stufe di stare chiuse in casa, avevano affrontato le loro paure e avevano sempre più trovato la forza di dire la loro. No vax compresi.

Commercialista e assicurazione “smart”

Dopo aver chiesto i preventivi a diverse compagnie assicurative della Valtellina (Generali, AXA, Lloyds, Cattolica, Unipol, ecc), trovai e mi fu contemporaneamente anche consigliato, Professionista Sereno di Stefano Fuiano. Professionale e molto gentile, lo consiglio soprattutto ai medici.

Per quanto riguarda invece il commercialista, dopo aver richiesto anche in questo caso svariati preventivi, decisi di provare Flex Tax che ultra consiglio. Con soli circa 300 euro annui, puoi chiamare il tuo commercialista personale per chiedergli qualunque cosa e hai anche la possibilità di fare fatture in modo semplice e veloce. Anche Yuri e altri colleghi, sentendomi entusiasta del servizio, si sono affidati a loro e si sono trovati davvero bene. Se vuoi provarlo, sappi che in qualità di Ambassador Flex Tax, se userai il codice RC1CVFQ20 in fase di iscrizione possiamo beneficiare entrambi di uno sconto di 20 euro.

La ricerca del lavoro e altri 2 traslochi

Le prime due settimane di gennaio le ho passate inviando e portando CV e lettera di presentazioni ovunque mi fosse concesso, o quasi: case di riposo da Gravedona a Livigno, studi medici, bandi ASST e pediatri. Ricordo di aver aggiunto circa 150 contatti telefonici di MMG reperti dal sito della regione, per spammare loro un unico messaggio di presentazione.

Non sapevo cosa aspettarmi e avevo davvero molta ansia.

In contemporanea io, Nicole e Gufino ci trasferimmo momentaneamente nel monolocale che Simona (la mamma di Nicole) affitta con Airbnb (secondo trasloco). Era stretto, ma noi eravamo abituati agli spazi stretti.

Purtroppo i tanti scatoloni ovunque e la necessità sia di Nicole che mia di studiare per gli esami di CTF, ci spinsero infine a trovare un ennesimo alloggio, a Berbenno di Valtellina. Luminoso, molto grande (sin troppo per noi, 105 mq) e in un’ottima posizione strategica (terzo trasloco).

Il mio primo lavoro come medico!

Così, credo fosse il 18 gennaio, iniziai il mio primo lavoro alla RSA di Chiuro e, forse il medesimo giorno o quello successivo, anche a Tirano. Qualche giorno dopo anche a Teglio. Come libero professionista, medico di RSA, facevo un paio di mezze giornate da una parte e un paio di altre mezze dall’altra. In totale erano poco meno di 30 ore settimanali. Il lavoro consisteva nel visionare e richiedere esami ematici, fare visite periodiche e al bisogno, correggere terapie e somministrarne di nuove, collaborare con le figure in struttura (fisioterapisti, infermieri, asa, personale amministrativo). Fare nuovi ingressi e, a volte, redigere certificati di morte.

Alla fine dovetti rifiutare tante offerte di ASST (come medico di continuità assistenziale, USCA e di località turistica) siccome, secondo loro, “incompatibili”. Dovetti purtroppo anche dire di no a un paio di altre RSA e a molti MMG e pediatri che chiedevano sostituzioni.

Il lavoro, insomma, non mancava. Così per 3 mesi, da gennaio a marzo lavorai nelle suddette RSA, poi da quel periodo in avanti solo a Tirano, facendo 20 ore settimanali. Come mai? Io abitavo a Berbenno di Valtellina e Tirano significavano 50 minuti di macchina all’andata e 50 minuti al ritorno. Eppure l’RSA di Tirano è la struttura con migliore organizzazione e cura in cui ho lavorato. Terminai il mio servizio venerdì 27 ottobre, lasciando a malincuore un eccellente posto di lavoro, per inseguire il mio sogno.

SSM 2021: dalla preparazione al risultato

Come dicevo, da marzo dovetti studiare più seriamente per il test di ammissione in specialistica. Avevo già fallito l’anno prima e, per quanto mi piacesse lavorare, volevo coronare il sogno di una vita: diventare psichiatra.

Per diventare un medico specializzato devi lavorare, e in minor parte studiare, come specializzando per altri 4 o 5 anni presso un ospedale universitario. Non tutti gli ospedali hanno queste convenzioni con le università e tra questi non tutti hanno tutte le specialistiche.

Per psichiatria, dunque, le sedi più vicine e anche più prestigiose, erano l’Università degli Studi di Milano e Milano Bicocca. Queste due sedi erano un sogno. Con Nicole, avevo raccolto informazioni sulle varie sedi (in totale inserii circa 20 sedi di Psichiatria, praticamente dal centro al nord Italia).

Il test di ammissione è unico a livello nazionale ed è indipendente dalla specialistica e relativa sede scelta. Consiste in 140 domande a risposta multipla con penalizzazione all’errore, da compilarsi in massimo 210 minuti (3h e 30 minuti) durante i quali è vietato andare in bagno. In pratica la strategia era razionare 500 ml di liquidi per evitare di farsela addosso anzitempo. Mediamente un medico passava al secondo tentativo.

Per la preparazione io e il mio caro amico e collega Bogdan (Francesco riuscì a passare a neurologia a Bicocca al primo colpo!) sfruttammo ogni ora a nostra disposizione. Dopo il lavoro e nei weekend sin dal mattino, facevamo quiz, simulazioni e approfondimenti. Cercammo di dare il massimo. In prossimità dell’esame ero demotivato e stremato, e quando il giorno e il preliminare del punteggio arrivò pensai:

ecco, lo sapevo io che non dovevo lavorare così tanto, ma studiare di più

Tanto pessimista che mai avrei pensato, forse ad inizio ottobre, di leggere il risultato dell’esame: assegnato a Milano Bicocca, psichiatria. Ero in macchina come passeggero e in quel momento avrei voluto fare un salto e sfondare il tetto con gioia immensa. Nicole era al mio fianco e entrambi non volevamo credere ai nostri occhi: la sede migliore, quella in cui anche per Nicole sarebbe stata ideale per poter trovare lavoro, in cui i genitori di Nicole avevano pure già un appartamento (lo stesso in cui stetti 6 anni per medicina).

Mi ero iscritto a medicina 7 anni fa per fare lo psichiatra e quel sogno, inseguito e quasi seppellito da tutti quegli anni, era appena stato sbloccato, praticamente già raggiunto. Mi mancano ancora 4 anni, ok, ma la cosa più difficile è stata fatta.

Team Giallo e Team Blu, dell’SPDC di Monza.

Una nuova avventura: compriamo casa

Con la specialistica ho iniziato a pensare che poteva aver senso comprare casa. Ma non sapevo, e ancora oggi so, davvero molto al riguardo. Così iniziai a guardare i prezzi delle case a Monza. Mi ero fatto l’idea che 100 mila euro fossero il minimo per comprare casa. Ne avevamo puntata una, ma senza sapere nulla del mondo dell’immobiliare, perché ci sembrava più economica delle altre (per forza: era nuda proprietà!).

Ci balzò anche in mente l’idea di affittarla a studenti, magari un giorno se non subito.

Ne parlai con Bogdan, giacché molto interessato agli investimenti, e lui mi disse che con 100K in azioni hai meno problemi e più introiti. E dannazione, quanto mai quella frase mi fece riflettere. Mi fece capire due cose:

  1. per comprare casa devo leggere libri, soprattutto se voglio che sia un investimento
  2. investire (in qualunque campo) richiede conoscenze basilari di finanza, quanto meno personale e io avevo passato i precedenti mesi a guadagnare tanto e a accumulare poco, senza una strategia.

E se c’è una cosa che mi hanno insegnato gli scacchi e gli allenamenti di forza, è che un piano, una strategia a lungo termine è quello che fa la differenza. Idealmente, tutto si deve muovere all’unisono verso un obiettivo, nessuna mossa ed energia deve esser afinalizzata o deve perseguire un obiettivo differente.

Senza dilungarmi troppo (farò contenuti mirati al riguardo), posso dirti che dopo aver fatto il test, Bogdan, io e Nicole ci mettemmo attivamente – quasi quotidianamente – alla ricerca e perfezionamento della stessa – di una casa da comprare e da poter, a breve, affittare a studenti. Compilammo una tabella in cui inserimmo quanti più dati grezzi, poi raffinati, che reperivamo di ogni annuncio. Mi hanno aiutato molto i consigli di alcuni investitori come Stephan Gram, Pietro Michelangeli (soprattutto per la finanza personale) e Giuseppe Gatti, soprattutto nell’immobiliare. Di Gatti ho letto tre dei suoi libri e consiglio, uno tra tutti, Rivoluzione immobiliare.

A dicembre 2021 avevamo la nostra casa. Un modesto appartamento, in cui covare nuove idee e sogni, che stiamo ancora finendo di sistemare. La voglia è tanta e le energie pure. Sicuramente porterò sul blog e sul canale contenuti inerenti questa nuova casina, nei pressi dell’Ospedale San Gerardo.

Foto e video arriveranno a lavori ultimati, per ora posso dirti che la nuova home gym è stata posizionata (guarda il video di Yuri qui sotto!)

Quali obiettivi per il 2022?

I due anni che sono passati non sono stati facili, ma l’aiuto e le energie non si sono, per fortuna, mai arrestate. Ci sono state tante cose che avrei voluto dire e foto e video da mostrarti, su ciò che è successo nel 2021. Come i nuovi PR ottenuti grazie anche a Marco Gelmini. Ma ormai lo sanno anche i muri di casa: parlo troppo.

Non ho ancora riflettuto bene sugli obiettivi del 2022. Il massimo che ho ottenuto fino ad ora è di proporre un po’ goliardicamente a Nicole di raddoppiare il nostro patrimonio netto. Ma forse non si può considerare un vero obiettivo.

Sicuramente mi piacerebbe iniziare il corso di CBT a Milano, ma il tempo potrebbe essere il fattore limitante. Nicole punta a laurearsi, quindi speriamo che sia un anno ricco di soddisfazioni per tutti 😂

E tu, come è stato il tuo 2021 (e 2020)? Quali obiettivi ti poni per i prossimi mesi? Scrivimi qui sotto un commento!

Ranierihttps://www.ranierisdesk.com/
Mi chiamo Ranieri Domenico Cornaggia, sono laureato in medicina e mi piace la tecnologia, il fitness e gli scacchi. Amo gli animali e le sfide!

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